La PASTA DOLCE VITA è una pasta di semola di grano duro con aggiunta di chitosano 3%. La pasta con chitosano Dolce Vita disponibile anche sul sito viene realizzata attraverso un normale processo di pastificazione miscelando la poliglucosamina (3%) alla semola di grano duro tradizionale, con un trattamento interamente meccanico senza additivi chimici, in modo da conservare intatte le proprietà del gusto, cottura e sapore. Contiene chitosano a basso peso molecolare estratto dal guscio dei crostacei che riduce l’assorbimento dei grassi ossidati assunti con l’alimentazione e pertanto aiuta anche a mantenere un adeguato livello di colesterolo nel sangue. Nell’ambito di una dieta ipocalorica, Dolce Vita può sostituire la normale pasta come valido supporto per mantenersi in forma.

Alcuni cenni sulle sostanze che la compongono:
Il chitosano è una fibra naturale in grado di legarsi alle sostanze ossidate e presenta una particolare affinità per i grassi ossidati. Ha pertanto la capacità di ridurre l’assorbimento di quelli assunti attraverso l’alimentazione. La poliglucosamina è un tipo di chitosano frutto di ricerche decennali volte a individuare la migliore fonte naturale e le migliori prestazioni nutrizionali. Questo viene estratto dai gusci di Pandalus borealis, un gamberetto che vive nelle acque incontaminate del Nord Atlantico e che viene lavorato immediatamente, senza essicazione, per preservarne le caratteristiche organolettiche e per evitare l’assorbimento di proteine e altre sostanze allergizzanti.
In particolare, una volta estratto, esso viene sottoposto ad un processo di linearizzazione meccanica, che porta all’esposizione della totalità dei suoi recettori (cariche positive) e, quindi, ad un incredibile incremento della sua capacità di assorbimento dei grassi (cariche negative).
Ne deriva una pliglucosamina dalle caratteristiche uniche per peso molecolare e alto di deacetilazione, che la rendono maggiormente biodisponibile nel nostro organismo e, dunque, efficace. Lo dimostrano numerosi studi clinici effettuati in tutto il mondo. La POLIGLUCOSAMINA DOLCE VITA è brevettata per l’uso in tutti i prodotti da forno per il controllo del peso corporeo e dei livelli di grassi nel sangue in numerosi Paesi (USA, Brasile, Europa, Cina, Russia). Si guarda al suo uso specialmente nella prevenzione e nel controllo della sindrome metabolica.

Pasta dietetica Dolce Vita: studi clinici

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MISURAZIONE INDICE GLICEMICO PASTA DOLCE VITA
(a cura Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia)

La curva da carico di glucosio è stata effettuata su sei soggetti sani, tre maschi e tre femmine,  mediante tre prelievi di sangue preceduti da un pre-screenig con glucometro (prelievo di sangue capillare dal polpastrello) per accertarsi che la glicemia a digiuno sia inferiore a 126 mg/dl (in caso di glicemia superiore a 126 mg/dl il test non viene eseguito).
Nei tre giorni precedenti i soggetti hanno seguito la dietasalvavita o recenti interventi chirurgici.
Il glucosio è stato bevuto e la pasta mangiata in  un tempo, non si sono allontanati dal locale del prelievo.

CONCLUSIONI
L’indice glicemico di pasta Dolce Vita risulta essere 44, del 32,4% inferiore a quello di una pasta tradizionale.

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BIBLIOGRAFIA SUL CHITOSANO

CHITOSANO e sovrappeso
Il chitosano si è dimostrato efficace nel dimagrimento in soggetti sovrappeso, nella diminuzione della circonferenza addominali e facilita la perdita di peso senza perdita di massa magra:

CHITOSANO, diabete e indice glicemico
Le attività antidiabetiche sono dimostrati in numerosi studi clinici ed in particolare aumentando in modo significativo la sensibilità all’insulina di pazienti diabetici e diminuendo i livelli di glucosio postprandiale :

CHITOSANO e riduzione del colesterolo
L’European Food Safety Authority ha valutato la bibliografia presentata su il chitosano per alcuni claims e ha dato parere positivo per l’autorizzazione della commissione europea ad utilizzare negli
alimenti “il claim “il chitosano può contribuire a mantenere normali livelli di colesterolo”. Per ottenere l’effetto vantato dovrebbero essere consumati 3 g di chitosano.
Per la valutazione di alcuni claims sono stati sottoposti all’EFSA alcuni lavori e alcune metanalisi che hanno portato ad accettare claim del colesterolo. I lavori scientifici esaminati erano quasi tutti degli anno 90 e al massimo alcuni arrivavano al 2003. Si ritiene importante “discutere alcuni importanti pubblicazioni che sono uscite dopo il 2003 e che rafforzano “moltissimo la dimostrazione di efficacia e sicurezza del chitosano nel ridurre l’ipercolesterolemia moderata.